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Associazione per la testimonianza messianica in Israele

 

Dio non si attiene al nostro orario escatologico

Di Hanspeter Obrist

Periodicamente spuntano nuove speculazioni sugli ultimi tempi che confondono i cristiani. Di solito, però, tali ipotesi cambiano già dopo poco tempo e si adattano alle nuove situazioni. In occasione di un convegno, ho chiesto a vari responsabili di comunità messianiche, quale delle quattro maggiori teorie escatologiche sia la più diffusa fra gli ebrei messianici. Mi hanno risposto che tutte e quattro hanno i propri seguaci.  ........

 

Rachel Netanel di Gerusalemme

 

Fatevi un’idea in prima persona sulla situazione in Medio Oriente!

Per le notizie di preghiera settimanali: gebet@amzi.org

 

 

Notizie mail di preghiera e informazione della amzi:

 

17 giugno 2011

Attacco alla frontiera nel giorno di Nakba organizzato dallo stato?

Nell’edizione online del giornale britannico „The Telegraph“ (13/06/2011), un blogger ha pubblicato un documento che pare dimostrare che l’attacco al confine siro-israeliano nella giornata di Nakba è stato ordinato dalle autorità statali. In occasione dell’attacco al confine, avvenuto il 15 maggio, almeno 13 persone sono rimaste uccise.

Il documento pubblicato da Michael Weiss è uno scritto ufficiale datato al 14 maggio, in cui le autorità della zona di frontiera ricevono l’ordine di lasciar passare i pullman dei manifestanti senza eseguire controlli:

„A seguito di una riunione d’urgenza del comitato di sicurezza avuta luogo sabato, (…) è stato deciso quanto segue:

A tutte le unità di sicurezza della provincia sia dato ordine di concedere il passaggio a tutti e venti gli automezzi (capacità 47 passeggeri) con le targhe elencate di seguito, che secondo i programmi arriveranno il sabato, 15 maggio 2011, alle ore 10 antimeridiane, senza fermarli o interrogarli, finché non raggiungano le postazioni di difesa del confine.

Con la presente si autorizzano le folle in avvicinamento di attraversare la linea di tregua (con Israele) in direzione della località occupata Majdal Shams. Inoltre deve essere concesso ai manifestanti di impegnarsi insieme davanti agli agenti e agli uffici delle Nazioni Unite. Inoltre non vanno fatte obiezioni se verranno sparati alcuni colpi in aria.

Il capitano Samer Shahin, del reparto dei servizi segreti militari, è così nominato capo del gruppo incaricato di penetrare in profondità nelle alture occupate del Golan siriano, seguendo un tragitto preciso per evitare le mine.

È indispensabile che nessuno porti su di sé segni di riconoscimento militari o armi, visto che penetrano nel territorio sottolineando la natura pacifica e spontanea della protesta.

Firmato: Dr. Khalil Mash-Hadija, Sindaco di Al-Kunaitera“

 

27 maggio 2011

Nuovo impianto di desalinizzazione

Dopo due anni, nel Moshav Talme Yaffe nelle vicinanze della città costiera Ashkelon, è terminata la costruzione di un nuovo impianto di desalinizzazione per l’acqua di mare. L’impianto ultra moderno è costato 60 milioni di Sequel (circa 12 milioni di Euro) e sarà in grado di desalinizzare 20'000 metri cubi d’acqua al giorno. L’azienda costruttrice, la „Global Environmental Solutions“, ha comunicato che la capacità dell’impianto potrà essere incrementata fino a raggiungere i 40'000 metri cubi al giorno nel giro di un anno. Grazie alla sua tecnologia avanzata, si tratta di uno degli „impianti più moderni al mondo“.

L’impianto di desalinizzazione è diretta dalla compagnia nazionale israeliana di gestione dell’acqua Mekorot, responsabile dell’approvvigionamento idrico della regione fin dal 1937. Dopo sette inverni poveri di precipitazioni consecutivi, Israele ha urgente bisogno di fonti alternative per l’approvvigionamento dell’acqua.

Lunedì, il Ministro delle Finanze Steinitz ha firmato un contratto che permette all’azienda SDL di costruire e gestire un impianto di desalinizzazione molto più grande a Soreq presso Ashdod. Esso dovrebbe essere in grado di desalinizzare 400'000 metri cubi di acqua al giorno e sarà così l’impianto di questo tipo più grande al mondo. Costerà allo stato israeliano 284 milioni di Euro.

 

8 aprile 2011

Responsabile teologico

Dal direttivo di amzi

Siamo felici di annunciare a tutti gli amici di amzi che il comitato e il direttivo di amzi hanno eletto all’unanimità il candidato per il ruolo di responsabile teologico. Martin Rösch è pastore della Chiesa evangelica statale di Baden e conosce il movimento messianico sia in Israele sia in Germania. Al centro del suo compito sarà la cura dei contatti con i partner in Israele come anche con le comunità e le opere in Svizzera e in Germania, dove svolgerà anche l’attività di conferenziere e predicatore. Si prevede che il suo servizio per amzi inizierà il 1 agosto 2011. Ringraziamo tutti gli amici di amzi che ci hanno aiutato nella ricerca di una persona adatta.

 

21 marzo 2011

Paragone con Hitler

Durante la manifestazione a Ashdod, il rabbino capo della città ha accusato gli Ebrei messianici, dicendo: „I missionari [gli Ebrei messianici] vogliono una soluzione finale per gli Ebrei nel nome dello stesso maledetto nome che ha creato il cristianesimo [Gesù]. Questo è quanto anche Hitler voleva.“ Il paragone con Hitler ha provocato l’obiezione da parte di vari ebrei. Così uno degli abitanti di Ashdod ha scritto in un giornale: „Ho letto l’articolo sulla manifestazione ortodossa contro gli ebrei messianici e mi sono stupito. Da quando in qua una persona ha il diritto di ordinare a un’altra persona che cosa o come credere? Quando capiranno gli ortodossi che anche quelli che hanno una fede diversa dalla loro hanno il diritto di esistere? Vorrei rilevare che questa manifestazione ha prodotto una straordinaria pubblicità per gli Ebrei messianici perché prima non avevo mai sentito parlare della loro esistenza nella nostra città. … Mi stupisce che la polizia abbia permesso una manifestazione tanto razzista.“

La comunità messianica presa di mira ha dei buoni rapporti con il proprietario dei locali di culto e con le autorità cittadine. Nonostante ciò, la pressione esercitata da parte degli ortodossi, nel passato ha spinto due altre comunità messianiche a lasciare la città.

 

4 marzo 2011

Dibattito sulla fine dei tempi

Di fronte ai crescenti tumulti in Medio Oriente, in Israele sempre più spesso i maggiori rabbini sono interrogati sul loro parere. Il rabbino Chaim Kanievsky ha scritto sul portale religioso „Haredim“: „Ci sono persone che sono venute da me pensando che ci troviamo di fronte a ‚Gog e Magog’. Non possiamo saperlo, ma è probabile che ogni sconvolgimento che Dio provoca, sia un’indicazione dell’avvento del Messia.“ Il rabbino Michel Yehuda Lefkowitz è d’accordo e ha aggiunto che i disordini nella regione sono il mezzo che Dio usa per umiliare gli orgogliosi governi israeliano e occidentali. „Prima Dio ha punito Israele con il fuoco. L’incendio sul Monte Carmelo è stato relativamente modesto a confronto con quello che succederà, ma ha reso subito evidente che uno stato fiero e potente come Israele, improvvisamente ha avuto bisogno di aiuti da tutto il mondo“, ha detto Lefkowitz. „Ma Israele e i suoi alleati non hanno capito l’ammonizione. Dio ride di loro e aspetta se mai capiranno il suo messaggio e prenderanno decisioni più sagge“ (cfr. Sl 2:1, 4).

La comunità ultra-ortodossa rappresenta una minoranza in Israele ma, considerando gli avvenimenti attuali, anche i media secolari hanno iniziato a riportare le spiegazioni dei rabbini.

 

25 febbraio 2011

La fede in Dio è più importante dei carri armati

Domenica, il vice-generale israeliano Yair Naveh ha visitato il capo rabbino dell’esercito insieme ai due capi rabbini israeliani Jona Metzger e Shlomo Amar. Durante la sua visita alla base militare Tzrifin, Naveh ha ribadito che l’esercito israeliano ha bisogno di una maggiore fede in Dio che negli aerei e nei carri armati. Il vice generale è del parere che gli sviluppi attuali nel mondo arabo siano “guidati dall’alto”. Israele è una nazione che si trova come un’isola nel mezzo di una tempesta. L’attuale bufera che scuote il Medio Oriente non è prevedibile neppure per gli addetti ai servizi segreti, nonostante la loro abilità e il loro impegno. “Non sappiamo come finirà, ma per noi è chiaro che esiste una mano dall’alto.”

 

28 gennaio 2011

Arresti nel caso di omicidio

Il caso di aggressione di Kristine Luken e Kay Wilson, che è costata la vita di Luken e il grave ferimento di Wilson, sembra essere stato chiarito. Ieri quattro uomini sono stati imputati del crimine. Nove altri membri di una cellula terroristica erano già stati arrestati. La cellula indipendente è accusata di due omicidi, due tentati omicidi e almeno uno stupro. Come ora si è saputo, la polizia aveva arrestato i due maggiori sospettati già quarantotto ore dopo il fatto, sulla base della testimonianza di Kay Luken. La Wilson si era difesa con un coltellino e le tracce di DNA, che vi erano rimaste, avevano portato a uno dei colpevoli.

I sospettati provengono da villaggi nelle vicinanze di Hebron e ammettono di essere penetrati in territorio israeliano attraverso un buco nel recinto di confine. Quel giorno avevano deciso di uccidere qualcuno. Il movente sembra sia stato il desiderio di vendetta dell’uccisione del comandante hamas Mahmoud Al-Mabouh che nel Gennaio del 2010 era morto a Dubai in circostanze misteriose.

 

7 gennaio 2011

Gesù, un palestinese

Definire Gesù un palestinese non è qualcosa di nuovo. Anche l’autore di Nazareth, Samih Ghanadreh, in occasione della presentazione del suo ultimo libro „Il Cristianesimo e il suo rapporto con l’Islam“ ha affermato alla televisione palestinese: „Gesù è stato il primo martire palestinese. … Ho sentito spesso il nostro [ex capo dell‘OLP] schahid [martire] Jassir Arafat dire che Gesù è stato il primo schahid dei Palestinesi.“ Il moderatore della trasmissione televisiva palestinese gli ha dato ragione: „Gesù era un palestinese, nessuno lo mette in dubbio.“ Al che l’autore del libro ha ribadito: „Come Gesù è il primo martire del nostro popolo, così anche Araft ha dato un grande contributo al martirio.“ (vedi http://palwatch.org/main.aspx?fi=157&doc_id=4038)

Il Ministero palestinese per l’Educazione ha affermato di recente sul suo sito web che la vergine Maria apparteneva al popolo palestinese. „Se siamo fieri della santità del nostro popolo, lo siamo anche del fatto che la prima e più santa donna fra le nazioni era originaria dalla Terra Santa: la vergine Maria – la donna dell’amore e della pace – proviene dalla Nazione Palestina“, sta scritto sul sito web palestinese del Fatah.

 

23 dicembre 2010

Una turista uccisa e un’ebrea messianica ferita

Sabato scorso Kristine Luken e Kay Wilson sono state attaccate da due uomini, probabilmente arabi, durante una camminata presso Beth Shemesh nelle vicinanze di Gerusalemme. I due hanno pugnalato più volte le donne tanto che Kristine è deceduta mentre Kay è stata gravemente ferita e ha fatto finta di essere morta. Più tardi è riuscita a trascinarsi fino a un parcheggio nelle vicinanze, dove ha trovato aiuto. Tra l’altro, Kay è stata ferita al diaframma e deve subire un intervento chirurgico.

Kristine era americana e viveva da qualche tempo in Inghilterra, dove lavorava per l’organizzazione CMJ che ha lo scopo annunciare il messaggio di Dio al popolo ebreo. Kay è un’ebrea messianica, cittadina israeliana e lavora in proprio come guida turistica. Fa parte della Christ Church di Gerusalemme fondata da CMJ.

Nelle sue indagini, la Polizia parte dal presupposto che il crimine sia stato di matrice “nazionalistica“, ossia terrorista. I colpevoli non sono ancora stati presi.

Preghiamo per la guarigione di Kay e per i famigliari di Kristine.

 

17 dicembre 2010

Risultati frustranti dei test PISA

Gli scolari israeliani hanno raggiunto dei risultati deludenti nei test PISA. Nella lettura sono al trentaseiesimo posto, su sessantaquattro Paesi esaminati, e in matematica al quarantunesimo. Ciò significa che Israele si trova nettamente sotto la media europea. Dan Ben-David, direttore del centro Taub per la ricerca sociopolitica in Israele, ha definito tale risultato un „fallimento colossale“ degli sforzi dello Stato a preparare gli scolari per il futuro. Ha aggiunto che Israele in questo modo non potrà rimanere concorrenziale e che il divario socio-economico aumenterà. Secondo il suo parere, il sistema scolastico israeliano ha tre difetti principali: il programma d’insegnamento (che cosa viene insegnato), la qualità degli insegnanti e la mancanza di premi per buone prestazioni o di sanzioni per prestazioni insufficienti.

 

10 dicembre 2010

Conseguenze dell’incendio

A seguito dell’incendio sul Carmelo, il Ministro degli Interni israeliano Eli Yishai deve affrontare domande scomode sull’insufficienza del servizio dei vigili del fuoco in tutto il Paese. Tale servizio è sottoposto alla sua autorità. Lunedì il giornale Jerusalem Post ha riportato la notizia che il presidente del partito ultraortodosso dei Shas, Yishai, ha rifiutato per motivi religiosi delle autopompe sponsorizzate da organizzazioni cristiane. Nel 2006, dopo la seconda guerra nel Libano, l’Associazione Internazionale di cristiani ed ebrei (International Fellowship of Christians and Jews, Ifcj) aveva donato otto autopompe per le unità dei vigili del fuoco in Galilea. Secondo le informazioni di Rabbi Eckstein, fondatore dell’organizzazione, Yishai si è rifiutato di confermarne la ricevuta e di accettarne delle altre. Da allora, da varie parti sono state chieste le sue dimissioni.

 

3 dicembre 2010

Johann Ludwig Schneller

Palestinesi e Israeliani, ebrei, cristiani e musulmani hanno commemorato, nella chiesa di Auguste-Victoria a Gerusalemme Est, l’opera di Johann Ludwig Schneller (1820-1896). L’occasione è stata offerta da un simposio per il centocinquantesimo anniversario dell’„orfanotrofio siriano“ fondato da Schneller. I relatori hanno ricordato l’opera di costruzione di cristiani tedeschi nella Terra Santa di allora, trascurata dagli Ottomani. Lo storico israeliano Chaim Goren ha spiegato che i Templari evangelici e cattolici hanno avuto la funzione di preparare la strada ai sionisti ebrei e ai nazionalisti palestinesi.

Schneller, un uomo originario del Württemberg, era insegnante della Pilgermission St. Chrischona, prima di essere mandato da lì a Gerusalemme, nel 1854, a guidare il centro della confraternita. Tale centro aveva lo scopo di preparare missionari per il servizio in Etiopia. Nel 1860, dopo il massacro dei cristiani in Siria, Schneller si occupò dei numerosi bambini orfani sopravvissuti e li portò a Gerusalemme. Nel 1900 l’Orfanotrofio siriano era il massimo complesso di edifici collegati che si trovava al di fuori delle mura che circondavano la città vecchia di Gerusalemme. Grazie al suo impegno, Schneller preparò la strada alle attività diaconali e missionarie in Medio Oriente.

 

26 novembre 2010

Yad LeAchim non ha avuto successo

Per una volta l’organizzazione antimissionaria „Yad LeAchim“ non sembra riuscire a ottenere ciò che vuole. Ha chiesto a due emittenti radiofoniche di trasmettere (a pagamento) dei programmi pubblicitari in cui si avvertono i giovani del pericolo rappresentato dai missionari che s’incontrano in occasione di feste e festival. L’emittente „Kol Israel“ ha fatto sapere che non trasmetterà queste trasmissioni di avvertimento. L’emittente dell’esercito „Galei Zahal“ ha comunicato che le trasmissioni non andranno in onda perché feriscono i sentimenti religiosi di una parte della popolazione.

Yad LeAchim ha fortemente protestato contro queste risposte e ha minacciato di rivolgersi alla Corte Suprema per imporre la trasmissione dei suddetti programmi.

Center Caspari 23/11/2010

 

19 novembre 2010

Preghiera per la pioggia

I rabbini israeliani hanno deciso che d’ora in poi ogni anno ci debba essere una giornata di preghiera e digiuno per chiedere a Dio di mandare la pioggia. Tale giornata ha luogo per la prima volta questo Giovedì. Israele si trova già nel settimo anno di siccità e, secondo le previsioni meteorologiche, nei prossimi mesi ci saranno ancora poche precipitazioni. Il capo rabbino aschenasico e quello sefardita hanno lanciato l’appello per questa giornata insieme: „È nostro dovere cercare Dio con tutto il cuore e chiedergli la pioggia. Con i nostri peccati abbiamo fatto disseccare la terra.“

Sabato e Lunedì scorso sono scoppiati due incendi sulle alture del Golan che hanno distrutto 23'000 Dunam (23 km2) di superficie.

 

12 novembre 2010

Serata di preghiera dopo attentato incendiario

Circa 250 ebrei messianici, arabi cristiani e credenti dalle nazioni si sono incontrati sabato scorso nell’edificio del „Jerusalem Alliance Church Ministry Center“ a Gerusalemme per pregare insieme per gli autori dell’attentato incendiario della fine di Ottobre. Hanno partecipato all’incontro di preghiera pastori e membri di varie comunità e servizi cristiani, provenienti fra l’altro da Gerusalemme, Arad, Betlemme, Beersheba, Ramallah e Ariel. Hanno benedetto gli autori come Gesù ha comandato di fare ai suoi seguaci; hanno lodato Dio in arabo, ebraico e inglese; hanno ringraziato per la sua protezione e gli hanno chiesto di tenere la sua mano protettrice sui credenti in tutto il Paese. Il pastore Jack Sara ha invitato a partecipare all’incontro di preghiera nella sua comunità con lo scopo di pregare per gli attentatori e per la pace a Gerusalemme.

 

Tomba di Rachele come moschea

L’UNESCO è un’organizzazione speciale dell’ONU che ha il compito di salvaguardare il patrimonio culturale mondiale. Ora ha deciso che la tomba di Rachele, che si trova fra Gerusalemme e Betlemme, è da considerare un luogo sacro ai musulmani, una moschea di nome „Bilal Bin Rabah“. Per questo motivo l’UNESCO ha chiesto che Israele cancelli tale tomba ebraica, in cui è sepolta Rachele, la moglie prediletta di Giacobbe, dalla sua lista Patrimonio nazionale ebraico. „Questo è un altro passo per distruggere i diritti ebraici israeliani su questa terra“, ha dichiarato il vice Ministro degli Esteri Danny Ayalon che vuole interrompere, per questo motivo, qualsiasi relazione fra Israele e l’UNESCO. „È un ulteriore risultato degli sforzi palestinesi di annullare il diritto di eredità israeliano sulla Terra Promessa.“ Anche il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha reagito con una lettera a tale richiesta: „È assolutamente assurdo! Se non vengono riconosciute neppure le tombe dei nostri patriarchi e delle nostre matriarche Abraamo, Isacco, Giacobbe, Sara, Rebecca e Rachele come patrimonio ebraico, qual è allora un sito riconosciuto del patrimonio del nostro popolo in questa terra?“

 

5 novembre 2010

Attacco incendiario a una chiesa di Gerusalemme

Nella notte fra il giovedì e il venerdì scorso, negli edifici del „Jerusalem Alliance Church Ministry Center“ (JACMC) nella strada dei profeti a Gerusalemme, è scoppiato un incendio. Dieci volontari provenienti dagli USA e dalla Danimarca, che avevano pernottato nelle stanze riservate agli ospiti nello storico edificio, sono dovuti essere curati per intossicazione da fumo. I danni alla struttura ammontano a 25'000 - 40'000 Euro. La polizia ha accertato che si è trattato di un incendio doloso. Una finestra con un’inferriata al piano terra è stata frantumata e una miccia incendiaria è stata buttata in una stanza per ospiti appena ristrutturata. Varie voci hanno espresso il sospetto che l’attacco sia da attribuire a degli ebrei ortodossi radicali perché la chiesa si trova al margine di un quartiere molto ortodosso di Gerusalemme. Né la polizia né il pastore responsabile, Jack Sara, hanno voluto confermare tale sospetto. Il pastor Sara ha sottolineato che la sua comunità vuole servire tutti gli abitanti della Terra Santa trasmettendo loro l’amore di Dio.

Dal 1967 l’edificio era stato utilizzato da varie comunità arabe, ebreo-messianiche e internazionali come luogo di culto, come foresteria e come centro per colonie giovanili. Dopo l’inizio della seconda Intifada, vi si era stabilito anche l’„Israel College of the Bible“.

 

29 ottobre 2010

Non più un popolo eletto

Il sinodo cattolico sull’aumento della persecuzione dei cristiani in Medio Oriente si è concluso Sabato scorso con l’appello a Israele di terminare la sua occupazione di territori arabi. Durante l’incontro, durato due settimane, la discussione si è svolta soprattutto sul fatto che Israele sarebbe la causa principale di tutti i problemi in Medio Oriente, incluse le difficoltà dei cristiani nella regione. Cyril Salim Bustros, un arcivescovo greco di Boston/USA, originario del Libano, ha pronunciato il discorso conclusivo. In esso ha puntualizzato che le Sacre Scritture non possono essere usate per giustificare il ritorno degli Ebrei in Israele, l’espulsione dei Palestinesi e l’occupazione di territori palestinesi da parte di Israele. Ha affermato inoltre che le promesse di Dio per i figli d’Israele sono state abolite da Cristo e che non esiste più un popolo eletto. In questo modo Bustros si è rivelato un chiaro rappresentante della teologia della sostituzione che insegna che Dio ha rifiutato gli Ebrei e che la “Chiesa” ha ereditato le promesse che erano state fatte loro.

Mordechai Levy, il rappresentante israeliano presso il Vaticano, ha espresso il suo rammarico per questa dichiarazione conclusiva dell’arcivescovo e per i danni che essa causa agli sforzi di migliorare i rapporti fra Israele e il Vaticano.

 

25 ottobre 2010

Sondaggio fra i Palestinesi

Da un sondaggio svolto all’inizio di Ottobre in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è risultato che al momento attuale il Fatah vincerebbe le elezioni presidenziali: con una percentuale fra il 57 e il 65 per cento, a seconda del fatto che Mahmud Abbas o l’arrestato Marwan Barghuti (Fatah) si presentassero contro Ismail Hanije (Hamas). Nelle elezioni parlamentari il Fatah otterrebbe il 45 per cento dei voti (53% nella Striscia di Gaza, 41% in Cisgiordania), contro il 26 per cento per gli Hamas (24% G., 27% C.).

Intervistati sulla loro impressione riguardo alla libertà di stampa, il 58 per cento della gente ha risposto che in Cisgiordania c’è una certa libertà di stampa. Il 65 per cento è invece del parere che non è possibile criticare le autorità dell’Autonomia Palestinese senza dover temere rappresaglie. Nella Striscia di Gaza il 42 per cento vede una certa libertà di stampa e il 66 per cento è del parere che non è possibile criticare le autorità senza timore.

La domanda su quale governo sia ritenuto legittimo ha avuto un risultato di parità: il 30 per cento degli intervistati considera legittimo il governo di Hanije, altrettanti quello di Fajjad. Un altro 30 per cento considera entrambe i governi illegittimi, il 9 per centro entrambi legittimi.

Sulla divisione fra la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, il 30 per cento è del parere che durerà. Il 51 per cento pensa che ci sarà un’unione dopo molto tempo e il 14 per cento crede che l’unità ci sarà presto.

 

15 ottobre 2010

Chiuso l’ufficio della stampa a Gaza

All’inizio della settimana, agenti di pubblica sicurezza degli Hamas hanno chiuso gli uffici del sindacato dei giornalisti palestinesi a Gaza e hanno iniziato a interrogare i giornalisti affiliati a esso. È quanto riferisce la presidenza del sindacato. Quest’ultimo è controllato dal Fatah e ha dichiarato che la chiusura è avvenuta proprio nel momento in cui iniziava a offrire corsi per i giornalisti locali. Alcune fonti hanno anche dichiarato che questa misura è parte di una grande campagna di Hamas rivolta in generale contro i giornalisti palestinesi. Non si tratterebbe del primo avvenimento di questo tipo, giacché negli anni scorsi almeno venticinque uffici stampa sono stati chiusi e dozzine di giornalisti arrestati. Il sindacato attribuisce a Hamas la responsabilità per la sicurezza di tutti i giornalisti nella striscia di Gaza. “Ci aspettiamo le scuse di Hamas per l’affronto contro il nostro sindacato e il suo comitato direttivo … Invitiamo giornalisti e difensori dei diritti dell’uomo arabi e stranieri di intervenire presso Hamas in modo che finiscano questi crimini contro il sindacato e i suoi membri nella Striscia di Gaza“, ha annunciato il sindacato in una presa di posizione.

 

11 ottobre 2010

Ritorno alla Bibbia

Il Ministero israeliano dell’educazione ha costatato di recente che una percentuale preoccupante di scolari finisce la scuola con pochissime o nessuna conoscenza della Bibbia, pur essendo essa fra le materie di studio ufficiali. Negli anni passati gli insegnanti hanno potuto scegliere liberamente che cosa insegnare sulla Bibbia e quali ausili utilizzare. Da ciò è risultato che molti alunni non hanno mai aperto una Bibbia in tutti gli anni di scuola. Ora è stato deciso che le cose devono cambiare. „Molti scolari si diplomano senza conoscere il libro della Genesi, Abraamo e i profeti ebrei“, lamenta Drora Levy, ispettrice nazionale per la materia Bibbia nel Ministero dell’educazione. „Il libro della Genesi è il codice genetico della Bibbia, il fondamento del nostro popolo, senza il quale non abbiamo né radici né promesse.“ In base alle nuove direttive, nelle scuole israeliane d’ora in poi la Bibbia andrà insegnata in modo cronologico. A questo scopo non saranno usati altri ausili se non la Bibbia stessa. Gli studenti dovranno quindi leggere la Bibbia per imparare.

 

24 settembre 2010

Regole severe nei territori palestinesi

Nel riesame di un caso passato, un tribunale palestinese ha deciso che la vendita di terreni a Israele o a un altro stato sia passibile di pena di morte. Dopo la lettura della sentenza, il procuratore generale Ahmed al-Mughni ha sottolineato che tale decisione ricorda ai palestinesi la legge che vieta la vendita di terreno agli ebrei. L’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) aveva inizialmente ripreso la legge territoriale dalla Giordania e in seguito l’aveva sostituita con una legge intitolata “Diritto di proprietà per stranieri”. Essa stabilisce, fra l’altro, che la vendita di terreno alle „forze di occupazione“ equivale a un “alto tradimento“.

Domenica scorsa, a Gaza, è stato incendiato e gravemente danneggiato un parco di divertimento acquatico. Testimoni oculari hanno raccontato che più di venticinque persone armate hanno fatto irruzione nel parco. Il Governo Hamas ha denunciato l’attacco e ha annunciato che perseguirà gli autori e li porterà davanti al giudice. Il Jerusalem Post ha pubblicato la notizia che gli Hamas stessi, due settimane prima, avevano ordinato la chiusura del parco acquatico per „infrazioni alla legge“. Il parco era stato inaugurato in Maggio e conteneva tre piscine, scivoli, stagni con pattìni a pedali, un ristorante, un bar e una zona di riposo. Le donne potevano accedervi anche senza velo insieme agli uomini.

 

17 settembre 2010

Jom Kippur

Questa sera, 17 settembre, inizia la festività ebraica dello Yom Kippur, il giorno di riconciliazione. Con essa si concludono i dieci giorni di pentimento che sono iniziati con Rosh HaShana. Durante questo periodo si confessano i peccati nei confronti di altre persone. Lo Yom Kippur è il giorno di digiuno più severo del calendario ebraico. Gli ebrei chiedono a Dio di perdonare i loro peccati nei suoi confronti. Quando esisteva ancora il tempio, si immolavano sacrifici di animali (Le 16; Eb 9:7). Ai giorni nostri molti vanno al muro del pianto, il muro occidentale del tempio, per pregare. Secondo l’insegnamento rabbinico, però, non esiste alcuna certezza di perdono ma soltanto la speranza di essere salvati. Le risposte degli Israeliani nel link della settimana lo dimostrano.

Gli ebrei messianici ringraziano Jeshua durante lo Yom Kippur per il suo sacrificio espiatorio e pregano in modo particolare per la salvezza del popolo ebraico.

 

10 settembre 2010

Conferenza antimissionaria

Per martedì, 14 settembre, è programmata a Gerusalemme una conferenza antimissionaria. Varie correnti ebraiche ultra ortodosse si sono riunite per l’occasione. La loro definizione di “missione” è abbastanza distorta e perversa. Per loro “missionario” è sinonimo di “nazista”.

Da un punto di vista giuridico, è facile dire che cosa è vietato:

1. Un ebreo non può essere incoraggiato a cambiare religione con la promessa di vantaggi materiali.

2. I bambini (sotto i 18 anni) non possono essere incoraggiati a cambiare religione senza il consenso dei genitori.

La conferenza ha tre obiettivi. Prima di tutto si vuole raccogliere fondi per i missionari anti missionari, ossia per le persone che combattono i missionari. In secondo luogo si vogliono sensibilizzare le organizzazioni ebraiche perché non accettino più denaro dai sionisti cristiani. In terzo luogo si vogliono impedire gli impegni evangelistici fra ebrei.

Fonte: Maoz Israel/ Asher Intrater

 

3 settembre 2010

Costruzione di uno stato

Il Primo Ministro palestinese in Cisgiordania, Salma Fajjad, ha annunciato nell’estate 2009 di prevedere la fondazione di uno stato Palestinese nel giro di due anni. Il suo obiettivo è di creare i presupposti per la costituzione degli uffici governativi necessari a uno stato Palestinese, presupposti che non potranno essere ignorati. Fajjad ha affermato che, in una seconda fase, vuole lottare soprattutto per una maggiore trasparenza negli uffici governativi e combattere la corruzione. Secondo lui la legge va rafforzata e diversi uffici devono essere divisi gli uni dagli altri. Oltre a questo, è necessario ammodernare il sistema dell’educazione e migliorare la condizione delle donne.

 

27 agosto 2010

Jesus Superstar – nella stampa

Il 16 agosto, nel noto quotidiano israeliano Jediot Aharonot è stato pubblicato un articolo sorprendentemente obiettivo sugli ebrei messianici. Il titolo era: „Jeshua, Kochav Elyon“ (Jeshua, la stella più alta). Questa è la forma israeliana per dire „Jesus Christ Superstar“. Una differenza fondamentale nei confronti dell’opera rock degli anni Sessanta è che allora il titolo in ebraico di regola era „Jeshu“. In Israele, Jeshu viene definito generalmente il nome di Gesù in ebraico. Soltanto pochissimi israeliani sono consapevoli che in realtà qui non si tratta di un nome bensì di un acronimo rabbinico che significa “Il suo nome sia cancellato”. Il nome ebraico „Jeshua“ è una forma abbreviata e significa „YHWH salva“. Fino all’anno scorso, nei giornali israeliani non si vedeva praticamente mai il nome Jeshua perché si considerava corretto Jeshu.

Anche la definizione ebraica di „ebreo messianico“ era malvista. Secondo il parere dei rabbini, gli ebrei che credono in Jeshua quale Messia non sono più ebrei. Per questo motivo i giornali, il cui pubblico è composto anche da ebrei religiosi, hanno sempre avuto cura di evitare questa definizione per non irritare i propri lettori. Di fronte a tutto ciò, è davvero positivo che questo giornale abbia pubblicato nella sua serie „Chi sono gli ebrei“, in cui vengono presentate le varie correnti all’interno del giudaismo, un articolo sugli ebrei messianici nel cui titolo si legge a grandi lettere il nome “Jeshua”.

La traduzione inglese dell’articolo si trova in http://www.ynetnews.com/Ext/Comp/ArticleLayout/CdaArticlePrintPreview/1,2506,L-3939336,00.html

 

13 agosto 2010

Rischio di disoccupazione

Le autorità dell’Autonomia palestinese ribadiscono la loro decisione di vietare agli operai palestinesi di lavorare negli insediamenti ebraici a partire dall’inizio del 2011. Sono circa 10'000 i palestinesi che sarebbero colpiti da tale misura. Per questo motivo, Shaher Saed, presidente della General-Union dei lavoratori palestinesi, si è rivolto ai media arabi. Ha dichiarato che condivide il boicottaggio di beni e servizi ebraici, ma che, prima di emettere il divieto per i lavoratori palestinesi di lavorare presso gli ebrei, l’Autonomia palestinese deve creare nuovi posti di lavoro, altrimenti il già alto tasso di disoccupazione aumenterà ulteriormente.

Dato che i salari minimi israeliani valgono anche per gli insediamenti, i lavoratori palestinesi guadagnano spesso molto più dei loro colleghi impiegati nelle imprese palestinesi. Già lo stop alle costruzioni negli insediamenti israeliani, è costato il posto a circa 7000 operai palestinesi impiegati nel settore edile.

 

6 agosto 2010

Indizi archeologici

Scavi svolti nel Parco Nazionale di Tel Tzafit, nei pressi di Kiryat Gat, hanno portato alla luce un tempio filisteo e tracce di un forte terremoto. Il luogo si trova nelle vicinanze dell’antica città filistea di Gat dove, secondo il libro di Samuele, abitava Golia. L’architettura del tempio fornisce indicazioni sulla probabile struttura del tempio di Dagon al tempo di Sansone, soprattutto sulle due colonne che sostenevano il tempio. Secondo il racconto in Giudici 16, Sansone fece crollare l’intero tempio abbattendo le due colonne centrali.

Secondo i sismologhi, le mura di pietra, crollate come un castello di carta, indicano un terremoto di amplitudine 8 sulla scala Richter. „Sappiamo che nel libro di Isaia e in quello di Amos si parla di terribili terremoti. … Qui abbiamo delle valide prove archeologiche che ne dimostrano l’avvenimento“, ha osservato l’archeologo Aren Maeir dell’Università Bar-Illan.

 

5 luglio 2010

Campeggi estivi

Lunedì mattina è stato nuovamente attaccato un campeggio dell’organizzazione di aiuto ai rifugiati palestinesi dell’ONU (UNRWA). Gli aggressori, circa 25 uomini mascherati, hanno dato fuoco all’infrastruttura, hanno distrutto tende e giochi e hanno legato le guardie. Già il 23 maggio un altro campeggio era stato preso d’assalto. Allora erano state persino pronunciate delle minacce di morte per i collaboratori nel caso in cui l‘UNRWA non interrompesse le sue attività per i bambini. Dal 12 giugno al 5 agosto l’UNRWA svolge dei campeggi estivi in più di 150 località nella Striscia di Gaza.

 

25 giugno 2010

Nuove difficoltà per il „principe verde“

Mosab Hassan Yousef, il „principe verde“, è il figlio di un capo degli Hamas venuto alla fede in Gesù. Quando la sua testimonianza ha fatto il giro del mondo, i cristiani hanno gioito e lo hanno appoggiato. Poi si è saputo che ha collaborato come agente per i servizi segreti israeliani e molti si sono tirati indietro.

Al momento Mosab vive negli Stati Uniti, dove ha fatto domanda di asilo politico. Essa è stata rifiutata con la giustificazione che egli rappresenta un “potenziale pericolo per la sicurezza degli Stati Uniti”. Il 30 giugno Mosab deve comparire in tribunale per ricorrere contro tale decisione. Se si dovesse confermare il rifiuto dell’asilo politico, Mosab eventualmente verrebbe mandato in Cisgiordania dove gli Hamas attenterebbero immediatamente alla sua vita.

 

18 giugno 2010

Paura di un aumento della disoccupazione

Fra le azioni dell‘„intifada bianca“ ce ne sono anche alcune volte a esercitare una pressione economica su Israele. L’autorità dell’Autonomia palestinese minaccia, per esempio, di punire i dipendenti palestinesi che continuano a lavorare negli insediamenti palestinesi in Giudea e Samaria. Dopo un periodo di transizione che terminerà a fine anno, i lavoratori rischieranno un’ammenda di 10’800 Euro oppure cinque anni di detenzione. Dato l’alto tasso di disoccupazione già esistente nei territori palestinesi, questa norma provocherà un ulteriore aumento del numero di disoccupati.

Non sorprende, quindi, che da un’inchiesta sia risultato che il sessanta per cento degli intervistati è contrario a questa decisione del Primo Ministro Fayyad. Persino nella striscia di Gaza il cinquantacinque per cento è contrario. Secondo gli autori dell’indagine, il suo risultato dimostrerebbe che la popolazione palestinese dubita che il proprio governo sia in grado di creare un numero sufficiente di posti di lavoro che compensi la perdita di quelli degli insediamenti ebraici.

 

4 giugno 2010

Danno all’immagine di Israele

L’immagine di Israele è stata gravemente danneggiata dal blitz sulla nave „Mavi Marmara“ del lunedì. Come si è giunti a tanto? Da quando nel 2007 gli Hamas hanno assunto il controllo della striscia di Gaza, Israele si trova in stato di guerra contro di loro perché non sono disposti a una convivenza pacifica. In base all’articolo 23 della quarta Convenzione di Ginevra, è lecito bloccare merci che giungono nel territorio nemico e servono a favorire le sue ostilità. Dato che Hamas importa armi per via mare, Israele vuole controllare le merci e accertarsi che non vengano introdotte armi o strumenti di guerra. L’anno scorso sono state fatte entrare in Gaza ca. 738‘000 tonnellate di beni di soccorso. Israele ha proposto di trasportare a Gaza i beni di soccorso della „Mavi Marmara“ passando da Ashdod, ma tale proposta è stata rifiutata. Cinque navi sono state occupate in modo pacifico.

La „Mavi Marmara“ è stata scaricata nel porto di Ashdod: trasportava sedie a rotelle, giochi, acqua minerale. Una parte dei medicinali è stata confiscata dal ministero della sanità israeliano perché la data di scadenza era passata. Con i beni di soccorso sono stati riempiti 20 TIR. Non va dimenticato che ogni giorno 100 camion dell’ONU e di altre organizzazioni internazionali trasportano beni di soccorso nella striscia di Gaza.

Quindi, gli attivisti per la pace della „Mavi Marmara“ non pensavano primariamente alla situazione umanitaria, ma volevano soprattutto spezzare il blocco navale con uno schermo umano. Sulla „Mavi Marmara“ i soldati israeliani sono stati accolti con violenza, come si vede dal seguente video: http://www.youtube.com/watch?v=gYjkLUcbJWo&tr=y&auid=6420512

In base all’articolo 5 della quarta Convenzione di Ginevra, un civile diventa soldato nel momento in cui dirige un’arma contro un militare. I soldati si sono visti minacciati a morte e hanno reagito di conseguenza.

Qui un altro filmato che mostra l’atmosfera che regnava sulla nave prima della partenza verso Gaza: http://www.youtube.com/watch?v=b3L7OV414Kk

 

31 maggio 2010

Attacco a una colonia estiva dell’ONU a Gaza

Domenica scorsa, uomini mascherati hanno attaccato un campo estivo per bambini allestito dall’ONU. Gli aggressori hanno appiccato il fuoco alle tende e hanno danneggiato i servizi sanitari. In una lettera lasciata nel campo, hanno definito immorali le attività che vi si svolgono e hanno minacciato di uccidere alcuni collaboratori dell’ONU nel caso in cui i campi abbiano luogo ugualmente.

Due giorni prima dell’attacco, un gruppo di nome “I liberi della patria” ha criticato i campi dell’ONU perché le bambine vi ricevono lezioni di ballo e di sport.

I campi estivi dell’ONU sono annualmente oggetto di critica da parte di Hamas e di altri gruppi. L’anno scorso l’UNRWA, l’organizzazione di assistenza ai profughi palestinesi, ha svolto campi estivi in più di 150 località della striscia di Gaza con circa 240'000 bambini. In programma ci sono giochi, attività artistiche, sportive e culturali.

Anche Hamas offre dei campi estivi. Secondo i dati israeliani, circa 120'000 bambini vi hanno preso parte. Oltre all’insegnamento religioso, sono in programma anche esercizi da combattimento e l’uso di armi giocattolo.

Al Jazeera (inglese) informa criticamente sull’accaduto con immagini del campo estivo: http://www.youtube.com/watch?v=EqoejLKD6EI  

 

21 maggio 2010

Inaugurato nuovo impianto di desalinizzazione

Domenica scora a Hadera, sul Mar Mediterraneo, è stato inaugurato il terzo impianto di desalinizzazione in Israele, uno dei maggiori al mondo, che è entrato in funzione nello scorso Gennaio.

L’impianto fornisce circa 127 milioni di metri cubi d’acqua l’anno, un po’ più del dieci per cento del fabbisogno del paese. La desalinizzazione dell’acqua di mare è più economica del pompaggio e della distribuzione dell’acqua del lago di Genezaret: ha spiegato la ditta IDE Tecnologies, co-proprietaria dell’impianto. I mezzi finanziari per la costruzione, costata circa 1,6 miliardi di shekel (347 milioni di Euro/490 milioni di CHF), provengono in massima parte da banche europee. L’impianto di desalinizzazione consumerà circa 450 giga watt di elettricità all’anno.

Entro il 2012 in Israele dovrebbero essere pronti due altri impianti di questo tipo che, insieme ai tre già esistenti, copriranno circa di due terzi del fabbisogno idrico del Paese.

 

7 maggio 2010

Messa in discussione la giudicabilità del terrorista Teitel

Il 4 maggio, il tribunale distrettuale di Gerusalemme ha rinviato l’udienza contro Jack Teitel per l’eventuale ingiudicabilità dell’imputato. Teitel è accusato di aver ucciso due palestinesi e di aver perpetrato due attacchi dinamitardi ai danni della famiglia messianica Ortiz e del professore di sinistra ebreo Sternhell. Una perizia psichiatrica, che è ora al vaglio del pubblico ministero, lo ha dichiarato ingiudicabile. Di fronte a Ynet, Teitel ha dichiarato: “Non so se sono imputabile. Non riconosco la competenza di questo tribunale e mi sento bene.“

 

30 aprile 2010

„Intifada bianca“

Un numero sempre maggiore di Palestinesi ripone le sue speranze nella cosiddetta „Intifada bianca“, un movimento di resistenza non violenta, propagata dal Primo Ministro dell’Autorità Palestinese Salam Fayyad. Fayyad ha definito questa capagna non violenta una fonte di autonomia per i Palestinesi che procurerà loro l’appoggio politico per la creazione di uno Stato palestinese. Il movimento organizza cortei settimanali, scioperi e boicottaggi internazionali. Tuttavia, in occasione di queste manifestazioni, ogni tanto si verificano atti di violenza. Fayyad si considera un portatore di speranza e ha intenzione di annunciare la nascita di uno Stato palestinese entro l’Agosto del 2011. Il Presidente Mahmoud Abbas e il partito Fatah devono ancora approvare questo piano.

 

23 aprile 2010

Statistica sulla popolazione

Poco prima del sessantaduesimo anniversario dell’indipendenza, l’Ufficio Centrale di Statistica israeliano ha reso noti gli ultimi dati sulla popolazione del paese. Israele conta 7'587'000 di abitanti di cui il 75,5 per cento è ebreo, il 20,4 per cento arabo e il 4,1 per cento di altra origine. Nel 2009 la popolazione è quindi aumentata del 1,8 per cento. A questo risultato hanno contribuito 159'000 nascite e 16'000 immigrati. 9000 persone hanno ottenuto la cittadinanza.

È interessante notare che quasi il 30 per cento degli israeliani è di età inferiore ai 14 anni (nei paesi occidentali la media è del 17%) e che soltanto il 10 per cento della popolazione ha superato i 65 anni (15% nei paesi occidentali).

Oggi più del 70 per cento della popolazione ebrea è nata in Israele, nel 1948 era il 35 per cento.

 

16 aprile 2010

Collaborazionisti fuggono in Israele

Negli anni scorsi, circa 6000 palestinesi provenienti dai territori sotto l‘amministrazione palestinese sono fuggiti in Israele con le loro famiglie perche nei loro paesi d’origine sono considerati e perseguiti come collaborazionisti. A molti di loro lo stato d’Israele ha consegnato una pistola per permettergli di difendersi. I fuggiaschi vivono nella paura continua di essere rimandati indietro perché il loro permesso di soggiorno deve essere rinnovato ogni tre mesi. Il loro status non rientra in nessuna categoria precisa, non hanno né un’assicurazione contro le malattie né un permesso di lavoro: è quanto risulta da una relazione del Foro Legale di Israele.

 

9 aprile 2010

Entrata negata

Il 6 aprile, il giornale israeliano Haaretz ha riportato la notizia di tre pellegrini cristiani cui giovedì prima di Pasqua è stato negato il permesso di entrare nel paese all’aeroporto Ben-Gurion. I tre sono cittadini americani, nati in Eritrea ed Etiopia. Sono stati rimandati negli Stati Uniti perché, al momento dell’entrata nel paese, hanno accennato al fatto che conoscono un rifugiato africano cui è stato negato asilo in Israele. Un avvocato interpellato ha spiegato ai rappresentanti del Ministero dell’Interno che questo non è un motivo valido per negare il permesso di entrata e per emettere un divieto d’entrata di dieci anni. La sua obiezione purtroppo non ha avuto effetto.

Mesi fa, Haaretz aveva fatto richiesta al Ministero dell’Interno di pubblicare il numero degli stranieri cui era stato negato il permesso di entrata nello scorso anno. Fino a oggi, però, il Ministero non ha risposto. Si presume che il numero in questione sia aumentato notevolmente.

 

6 aprile 2010

Il messia a Tel Aviv

La settimana scorsa nei giornali israeliani sono state stampate varie inserzioni a piena pagina di un sedicente messia di Tel Aviv. L’autore non solo si definisce messia, ma parla in prima persona nel nome di Dio. Egli afferma che il governo di Netanyahu sarà l’ultimo e che la prossima volta sarà lui, il messia, a salire al governo.

Afferma inoltre che la guerra di Gog e Magog è imminente e che tutte le nazioni stanno già preparandosi ad attaccare Israele in grande stile. Egli cita numerosi passi biblici, soprattutto quelli dei profeti ebraici. Afferma anche che l’unico modo per sfuggire alla distruzione è di ubbidire a tutte le tradizioni rabbiniche e di credere che lui sia il messia.

Matteo 24:24: „…perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.“

Da Revive Israel

 

29 marzo 2010

Pesach – il segreto dei tre mazzot

La sera del 29 marzo, con la celebrazione di Seder inizierà la Pasqua ebraica. Gesù stesso festeggiò la Pasqua: l’ultima cena che egli mangiò con i suoi discepoli era una cena di Seder. Poi Gesù sacrificò la propria vita come Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo (Gv 1:29).

Vari cibi consumati durante la festa di Seder ricordano la fuga del popolo d’Israele dalla schiavitù in Egitto. Un osso di agnello ricorda l’agnello immolato, i mazzot o pani azzimi la fuga precipitosa e le erbe amare la dura vita in Egitto. Per molti ebrei resta un mistero perché durante la festa di Seder sulla tavola ci siano tre pani azzimi in una particolare borsa e perché proprio quello centrale venga spezzato, nascosto, ritrovato e poi distribuito fra la gente. Gli ebrei messianici vi riconoscono un chiaro riferimento a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Per essi il mazza spezzato e nascosto si riferisce a Gesù che ha offerto la propria vita, è stato sepolto, è risorto e, in senso figurato, trasmette la sua vita a tutti gli uomini. Nel link della settimana ne troverete un’ampia spiegazione (in inglese). 

 

12 marzo 2010

Palestinesi all’estero: richiesta di sostegno

In occasione di una conferenza nelle vicinanze di Betlemme, svoltasi la settimana scorsa, una nuova organizzazione ha lanciato un appello ai palestinesi viventi all’estero, perché aiutino a costituire uno stato palestinese. Ramzi Khoury, il direttore di „Palestine Network“, ha affermato che le esperienze dei palestinesi nella „diaspora“ potrebbe aiutare a creare uno stato democratico palestinese. L’obiettivo dell’organizzazione “Palestine Network” è di motivare i circa dieci milioni di palestinesi sparsi in tutto il mondo, soprattutto i professionisti, gli imprenditori e gli intellettuali, a contribuire con il loro aiuto. Khoury ha informato che il congresso di fondazione ha avuto l’appoggio della Germania e del Belgio.

 

5 marzo 2010

Altra pioggia

Per la prima volta dal luglio 2008, le piogge intense dello scorso finesettimana hanno fatto salire il livello dell’acqua nel lago di Gennezaret sopra la „linea rossa“ dei -213 metri, a -212.95 metri sotto il livello del mare. La linea rossa è stato, per vari anni, il limite sotto il quale non si poteva più pompare acqua dal lago. A causa della forte carenza idrica, l’acqua è scesa di molto sotto tale limite, per cui è stata definita una “linea nera” sotto la quale non si doveva assolutamente scendere.

Le piogge intense hanno fatto salire di undici centimetri il livello dell’acqua fra il giovedì e il lunedì. Nonostante ciò, esso continua a essere ancora più di quattro metri sotto il livello ideale di -208,74 m sotto il livello del mare.

Nelle zone costiere, il basso livello dell’acqua comporta il rischio che l’acqua salata penetri all’interno e renda imbevibile le riserve idriche di falda. In alcuni luoghi questo è già successo.

Le piogge sono state utili anche per il Mar Morto. In febbraio il livello dell’acqua è salito di otto centimetri mentre, negli anni scorsi, non aveva fatto che scendere (nel febbraio del 2009 di circa tre centimetri).

 

25 febbraio 2010

Petizione contro Yad LeAchim

Il 22 febbraio, il Jerusalem Institute of Justice ha inoltrato una petizione contro l’organizzazione Yad LeAchim presso il procuratore generale.

Ne riportiamo alcuni stralci:

„Come pubblicato dai media, le pubblicazioni dell’organizzazione [Yad LeAchim] svolgono una propaganda aggressiva e sensazionalista contro gli ebrei riformati, il Centro Studi della Kabbala, i membri di minoranze etniche, i Testimoni di Geova, i cristiani protestanti, i gruppi New Age, gli ebrei messianici e altri. … L’organizzazione favorisce l’intolleranza, l’odio e la xenofobia e nega la legittimità di altre opinioni, visioni e convinzioni religiose. … Yad LeAchim è un’organizzazione Haredim (ultra-ortodossa) fondamentalista con interessi antidemocratici. … [In un video] l’organizzazione fa un confronto disgustoso fra le attività dei cristiani e degli ebrei messianici in Israele e le azioni dei nazisti durante l’olocausto: http://www.youtube.com/wathc?v=JalknTM_caM&feature=related. Come si sa, la lingua ha potere sulla vita e sulla morte. Chi confronta le attività degli ebrei messianici in Israele con le azioni dei nazisti durante l’olocausto, non dovrebbe stupirsi se dai suoi ranghi spunta un personaggio come Jack Teitel che attacca chi considera un ‘pericolo’, per eliminarlo. Jack Teitel ha approntato una bomba con cui ha ferito il sedicenne messianico Ami Ortiz.“

Ulteriori dettagli in inglese: http://jij.org.il/articles/JIJ-AG%20Request_ENG_.pdf

 

18 febbraio 2010

Anche i delitti d’onore sono delitti

Nella sua riunione settimanale, il governo palestinese di Ramallah ha deliberato una rettifica del Codice Penale perché in futuro i delitti d’onore siano perseguibili come un qualsiasi altro delitto. I rappresentanti del governo hanno dichiarato di voler “garantire che i principi di uguaglianza e giustizia siano in accordo con la Costituzione palestinese e con la Dichiarazione d’indipendenza e di voler rispettare l’impegno dell’Autorità Palestinese nei confronti delle convenzioni nazionali e dei trattati internazionali.“

Inoltre è stato emesso il divieto di importare nei territori palestinesi i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani.

 

11 febbraio 2010

Coinvolto Yad LeAchim?

Mercoledì il quotidiano israeliano Ha’aretz ha riportato la notizia che Yaakov Teitel, accusato di aver fra l’altro commesso l’attentato dinamitardo ai danni della famiglia Ortiz, era membro attivo di Yad LeAchim. Sembra che Teitel abbia ammesso di aver agito per conto del gruppo antimissionario per cinque anni. Il gruppo ultra-ortodosso è diventato tristemente famoso, negli ultimi anni, per le sue azioni contro gli ebrei messianici, che definisce una setta che vuole convertire ebrei al cristianesimo. Sul suo video si afferma che gli ebrei battezzati sono responsabili della sofferenza del popolo ebraico (ebraico: http://video.google.com/videoplay?docid=2030188154671441105&q).

Dopo il suo arresto, Teitel ha definito la famiglia del pastor Ortiz dei „missionari che vogliono accalappiare ebrei deboli“. Durante l’interrogatorio ha ammesso di aver partecipato a più di un’“azione di salvataggio” per conto di Yad LeAchim, allo scopo di liberare donne ebree che vivono con uomini arabi. Yad LeAchim smentisce che Teitel sia stato coinvolto nella sua organizzazione.

 

4 febbraio 2010

Lago di Genezareth

Per quanto riguarda la pioggia, il mese di gennaio di quest’anno è stato un mese benedetto in Israele. Dopo uno sciopero di quasi due mesi, alla fine di gennaio l’autorità israeliana per l’approvvigionamento idrico ha pubblicato, per la prima volta dal 3 dicembre 2009, il livello dell’acqua del lago di Genezareth. In questo periodo esso è salito di 87 centimetri.

Oggi esso si trova a –213,40 metri sotto il livello del mare mentre il livello ideale sarebbe di –208,74. Ogni centimetro corrisponde a 1,7 milioni di metri cubi d’acqua.

 

29 gennaio 2010

Bambini bisognosi

La miseria nelle famiglie povere in Israele è grande. Il 63 per cento delle famiglie bisognose non è stato in grado di acquistare dei medicinali di cui aveva bisogno per mancanza di mezzi. Il 63 per cento non può fornire ai propri figli un cibo equilibrato. I bambini soffrono della povertà anche perché il 75 per cento di queste famiglie non può permettersi cure odontoiatriche. Il 6 per cento dei bambini bisognosi ruba generi alimentari perché ha fame. Una famiglia bisognosa su otto afferma di avere almeno un figlio caratteriale e violento. A scuola la povertà provoca isolamento sociale e rifiuto.

 

25 gennaio 2010

Fatwa contro la costruzione dei tunnel

Su richiesta del governo Fatah dei territori dell’Autonomia palestinese, lo sceicco Mohammed Bin Salman Abu Jamea, un capo spirituale musulmano, ha pubblicato una fatwa contro la costruzione di tunnel. Il decreto religioso vieta di costruire dei tunnel sotto la linea di confine fra la striscia di Gaza e l’Egitto, attraverso i quali avviene il contrabbando di armi, terroristi e droga. Il motivo principale all’origine di questa decisione sembra essere la pericolosità dei tunnel: a oggi più di 300 palestinesi vi sono morti.

Una fatwa però non è legge e il suo raggio d’influsso dipende dall’autorità personale del suo autore. Ciò significa che il parere giuridico rappresentato dalla fatwa è vincolante soltanto per quei musulmani che riconoscono tale autorità.

 

15 gennaio 2010

Risparmio d’acqua

La grande campagna di sensibilizzazione per un uso oculato delle risorse idriche in Israele sembra aver avuto successo. Il consumo d’acqua si è ridotto del 9 per cento nel 2009. Per salvaguardare il Lago di Genezareth, è stata pompata una quantità ridotta di acqua. In compenso sono stati scavati dei pozzi nuovi e purificati o ristrutturati dei pozzi vecchi. Nei pressi di Gerusalemme, per esempio, un pozzo fornisce 45 milioni di m3 d’acqua in più rispetto a prima delle riparazioni.

In Giordania e in Siria alcune organizzazioni stanno compiendo delle ricerche per scoprire perché il fiume Jarmuk è sempre più inquinato e porta sempre meno acqua. Lo Jarmuk è un importante affluente del Giordano che a sua volta si immette nel Lago di Genezareth.

 

8 gennaio 2010

Bambini in Israele

La relazione sulla situazione dei bambini in Israele dimostra che nell’anno 2009 il 34 per cento dei bambini era vittima della povertà. Nell’anno 1980 era stato soltanto l’8 per cento.

Una ricerca del Consiglio nazionale israeliano per l’infanzia indica che il numero degli atti di violenza contro i bambini fra il 2005 e il 2008 è aumentato da 26 a 212. Contemporaneamente, l’anno scorso si è registrato un raddoppiamento del coinvolgimento di minorenni in crimini.

Alla fine del 2009 in Israele vivevano 145'855 bambini privi di cittadinanza, il 17 per cento in più rispetto al 2001. Circa il 74 per cento di questi bambini senza diritti civili sono cittadini di Gerusalemme Est. Gli altri sono figli di immigrati, rifugiati o figli di matrimoni misti fra palestinesi e arabi israeliani. In questi dati non sono considerati i numeri che si riferiscono ai figli di lavoratori clandestini.

 

18 dicembre 2009

Studio biblico: materia poco apprezzata

Il 14 dicembre, il giornale israeliano Ha’aretz ha pubblicato un articolo sul rapporto degli alunni israeliani con l’insegnamento della Bibbia. Altre indagini svolte in passato avevano rivelato che gli studenti delle scuole superiori hanno un atteggiamento negativo nei confronti di questa materia. Un nuovo sondaggio si è ora concentrato sugli alunni di quarta, quinta e sesta elementare. Sono stati interrogati 450 bambini in sei scuole secolari ebraiche: essi hanno dimostrato un atteggiamento moderatamente positivo nei confronti dello studio biblico. La maggior parte non considera noiosa la materia e pensa che faccia parte della cultura generale per cui sia importante per la nazione. Si è anche visto che le storie bibliche attraggono i bambini ma che essi ne apprezzano poco il linguaggio. L’antica lingua, in cui è redatto l’Antico Testamento, viene vista come la causa principale dell’atteggiamento tanto negativo degli alunni più grandi nei confronti della Bibbia. Se non si capisce bene la lingua, è difficile seguire le storie. Perciò la casa editrice messianica HaGefen sta lavorando alla pubblicazione di una Bibbia per giovani in un linguaggio più semplice.

 

11 dicembre 2009

Hanukkah

Questa sera, 11 dicembre, inizia la festa di Hanukkah che ricorda l’oppressione degli Ebrei sotto Antioco IV nel II sec. a.C. Un’efficace rivolta, sotto la guida di Giuda Maccabeo, ebbe come effetto che il giorno 25 Kislew 164 a.C. il tempio purificato poté essere nuovamente inaugurato con una festa. La festa durò otto giorni (2 Macc. 10:1-8) e il suo culmine fu l’accensione del lampadario d’oro a sette braccia nel tempio. Secondo il racconto del Talmud, in occasione della purificazione del tempio si trovò un vaso d’olio che non era stato toccato dai gentili e quindi era rimasto puro. Invece di ardere per un solo giorno, come prevedibile, l’olio bruciò nella lampada per otto giorni, finché non fu pronto dell’olio nuovo, preparato secondo le disposizioni della legge. Come segno di questo miracolo, la lampada di Hanukkah ha otto braccia (più un lume ausiliario per accendere gli altri).

A Hanukkah, gli ebrei messianici si ricordano che il Messia è la vera luce (Gv 1:9). In molte comunità, il Sabato si celebra una festa a cui si invitano anche molti ospiti. Preghiamo che molte persone possano ascoltare il messaggio che Jeshua è il Messia e la luce del mondo.

 

L’Egitto costruisce una barriera di ferro al confine con Gaza

Sembra che l’Egitto voglia procedere con maggiore determinazione contro il mercato nero che si svolge attraverso le gallerie che portano alla striscia di Gaza. È stata, infatti, iniziata la costruzione di un muro, lungo 10 chilometri e profondo fino a 30 metri. Con esso si vuole impedire il fiorente contrabbando di armi e droga, ma anche di prodotti alimentari, medicinali e carburante. Quasi ogni settimana la polizia di frontiera egizia ha scoperto e distrutto delle gallerie sotterranee. In tali occasioni, numerosi palestinesi, che ancora si trovavano nel tunnel durante la distruzione, hanno perso la vita. Secondo le notizie dei media, gli Hamas approfittano del mercato nero intascando tasse sulla merce contrabbandata.

 

7 dicembre 2009

Stop alla costruzione delle colonie

Lo stop di dieci mesi alla costruzione delle colonie in Cisgiordania, deciso dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu, sta sollevando un gran polverone fra i cittadini israeliani. Numerosi coloni hanno annunciato che non si atterranno al divieto. Dato che il settore delle costruzioni in Giudea e in Samaria è un importante datore di lavoro, lo stop alle costruzioni avrà un effetto negativo sull’andamento del settore e sul lavoro di numerosi operai, di cui molti sono palestinesi. Così potrebbe succedere che questa misura, che sarebbe volta a favorire il processo di pace, finisca per provocare un aumento della disoccupazione e della povertà nella popolazione palestinese. Questo, però, è fin da ora un grave problema sulla via di una soluzione pacifica al conflitto in Medio Oriente.

 

20 novembre 2009

Sicurezza e corruzione

Due ricerche sullo stato della popolazione in Israele hanno portato a interessanti risultati. Alla domanda che cosa li preoccupa maggiormente, gli intervistati hanno risposto: incremento della violenza (81%), impossibilità di invecchiare dignitosamente (62%), dipendenza economica da altri (60%). Il 68 per cento degli intervistati considera Israele il miglior paese dove vivere, questo è un dieci per cento in meno rispetto al 2008. Il 53 per cento crede che, in caso di minaccia, lo stato li proteggerà insieme alle loro famiglie.

La seconda ricerca verteva sulla corruzione. Il 73 per cento degli intervistati ha affermato che è meno fiero di essere israeliano a causa della misura intollerabile di corruzione fra gli impiegati statali di alto livello e i personaggi politici. Il 67 per cento degli intervistati è del parere che la corruzione in Israele abbia raggiunto un livello alto o molto alto. Il 29 per cento crede che la polizia sia corrotta, il 61 per cento che i partiti politici siano gestiti in modo scorretto.

 

13 novembre 2009

Discriminazione di arabi, ultra-ortodossi e etiopi

Martedì, il Ministro delle Finanze israeliano, Yuval Steinitz, ha dichiarato che uno dei massimi ostacoli alla crescita economica in Israele è la scarsa integrazione delle minoranze nel mercato del lavoro. In precedenza era stata pubblicata una ricerca da cui risulta che la maggior parte dei datori di lavoro israeliani discriminano le minoranze quando assumono dei dipendenti. Nel settore bancario, dei media e della pubblicità, come anche nei servizi pubblici, l’83 per cento dei datori di lavoro non vuole assumere arabi israeliani, il 58 per cento non desidera degli ultra-ortodossi e il 53 per cento degli etiopi. Quando si tratta di promuovere un lavoratore, la discriminazione è ancora più evidente. La ragione sarebbero le differenze culturali.

 

9 novembre 2009

Piogge intense – una goccia su un suolo asciutto

Le intense piogge cadute in Israele da giovedì scorso hanno provocato, oltre a diverse inondazioni, anche un aumento di sette centimetri del livello del lago di Gennesaret. Dato che al livello ideale mancano ancora 5,53 m, è necessaria una quantità di piogge molto maggiore. Hilel Glasman, dell’ufficio di protezione della natura e dei parchi in Israele, ha dichiarato che l’aumento attuale è dovuto esclusivamente alla pioggia caduta direttamente sul lago. I vari corsi d’acqua che si immettono nel lago non hanno registrato un sensibile aumento dell’affluenza d’acqua perché il suolo è ancora troppo secco a causa della lunga siccità passata. L’acqua piovana non riesce quindi ancora a raggiungere il livello della falda perché viene assorbita dal terreno.

 

 

Rachel Netanel di Gerusalemme

 

 

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Evangelici d’Italia per Israele

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