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Associazione per la testimonianza messianica in Israele
Dio non si attiene al nostro orario escatologico Di Hanspeter Obrist Periodicamente spuntano nuove speculazioni sugli ultimi tempi che confondono i cristiani. Di solito, però, tali ipotesi cambiano già dopo poco tempo e si adattano alle nuove situazioni. In occasione di un convegno, ho chiesto a vari responsabili di comunità messianiche, quale delle quattro maggiori teorie escatologiche sia la più diffusa fra gli ebrei messianici. Mi hanno risposto che tutte e quattro hanno i propri seguaci. ........
Rachel Netanel di Gerusalemme
Fatevi un’idea in prima persona sulla situazione in Medio Oriente! Per le notizie di preghiera settimanali: gebet@amzi.org
Notizie mail di preghiera e informazione della amzi:
13 agosto 2010 Rischio di disoccupazione Le autorità dell’Autonomia palestinese ribadiscono la loro decisione di vietare agli operai palestinesi di lavorare negli insediamenti ebraici a partire dall’inizio del 2011. Sono circa 10'000 i palestinesi che sarebbero colpiti da tale misura. Per questo motivo, Shaher Saed, presidente della General-Union dei lavoratori palestinesi, si è rivolto ai media arabi. Ha dichiarato che condivide il boicottaggio di beni e servizi ebraici, ma che, prima di emettere il divieto per i lavoratori palestinesi di lavorare presso gli ebrei, l’Autonomia palestinese deve creare nuovi posti di lavoro, altrimenti il già alto tasso di disoccupazione aumenterà ulteriormente. Dato che i salari minimi israeliani valgono anche per gli insediamenti, i lavoratori palestinesi guadagnano spesso molto più dei loro colleghi impiegati nelle imprese palestinesi. Già lo stop alle costruzioni negli insediamenti israeliani, è costato il posto a circa 7000 operai palestinesi impiegati nel settore edile.
6 agosto 2010 Indizi archeologici Scavi svolti nel Parco Nazionale di Tel Tzafit, nei pressi di Kiryat Gat, hanno portato alla luce un tempio filisteo e tracce di un forte terremoto. Il luogo si trova nelle vicinanze dell’antica città filistea di Gat dove, secondo il libro di Samuele, abitava Golia. L’architettura del tempio fornisce indicazioni sulla probabile struttura del tempio di Dagon al tempo di Sansone, soprattutto sulle due colonne che sostenevano il tempio. Secondo il racconto in Giudici 16, Sansone fece crollare l’intero tempio abbattendo le due colonne centrali. Secondo i sismologhi, le mura di pietra, crollate come un castello di carta, indicano un terremoto di amplitudine 8 sulla scala Richter. „Sappiamo che nel libro di Isaia e in quello di Amos si parla di terribili terremoti. … Qui abbiamo delle valide prove archeologiche che ne dimostrano l’avvenimento“, ha osservato l’archeologo Aren Maeir dell’Università Bar-Illan.
5 luglio 2010 Campeggi estivi Lunedì mattina è stato nuovamente attaccato un campeggio dell’organizzazione di aiuto ai rifugiati palestinesi dell’ONU (UNRWA). Gli aggressori, circa 25 uomini mascherati, hanno dato fuoco all’infrastruttura, hanno distrutto tende e giochi e hanno legato le guardie. Già il 23 maggio un altro campeggio era stato preso d’assalto. Allora erano state persino pronunciate delle minacce di morte per i collaboratori nel caso in cui l‘UNRWA non interrompesse le sue attività per i bambini. Dal 12 giugno al 5 agosto l’UNRWA svolge dei campeggi estivi in più di 150 località nella Striscia di Gaza.
25 giugno 2010 Nuove difficoltà per il „principe verde“ Mosab Hassan Yousef, il „principe verde“, è il figlio di un capo degli Hamas venuto alla fede in Gesù. Quando la sua testimonianza ha fatto il giro del mondo, i cristiani hanno gioito e lo hanno appoggiato. Poi si è saputo che ha collaborato come agente per i servizi segreti israeliani e molti si sono tirati indietro. Al momento Mosab vive negli Stati Uniti, dove ha fatto domanda di asilo politico. Essa è stata rifiutata con la giustificazione che egli rappresenta un “potenziale pericolo per la sicurezza degli Stati Uniti”. Il 30 giugno Mosab deve comparire in tribunale per ricorrere contro tale decisione. Se si dovesse confermare il rifiuto dell’asilo politico, Mosab eventualmente verrebbe mandato in Cisgiordania dove gli Hamas attenterebbero immediatamente alla sua vita.
18 giugno 2010 Paura di un aumento della disoccupazione Fra le azioni dell‘„intifada bianca“ ce ne sono anche alcune volte a esercitare una pressione economica su Israele. L’autorità dell’Autonomia palestinese minaccia, per esempio, di punire i dipendenti palestinesi che continuano a lavorare negli insediamenti palestinesi in Giudea e Samaria. Dopo un periodo di transizione che terminerà a fine anno, i lavoratori rischieranno un’ammenda di 10’800 Euro oppure cinque anni di detenzione. Dato l’alto tasso di disoccupazione già esistente nei territori palestinesi, questa norma provocherà un ulteriore aumento del numero di disoccupati. Non sorprende, quindi, che da un’inchiesta sia risultato che il sessanta per cento degli intervistati è contrario a questa decisione del Primo Ministro Fayyad. Persino nella striscia di Gaza il cinquantacinque per cento è contrario. Secondo gli autori dell’indagine, il suo risultato dimostrerebbe che la popolazione palestinese dubita che il proprio governo sia in grado di creare un numero sufficiente di posti di lavoro che compensi la perdita di quelli degli insediamenti ebraici.
4 giugno 2010 Danno all’immagine di Israele L’immagine di Israele è stata gravemente danneggiata dal blitz sulla nave „Mavi Marmara“ del lunedì. Come si è giunti a tanto? Da quando nel 2007 gli Hamas hanno assunto il controllo della striscia di Gaza, Israele si trova in stato di guerra contro di loro perché non sono disposti a una convivenza pacifica. In base all’articolo 23 della quarta Convenzione di Ginevra, è lecito bloccare merci che giungono nel territorio nemico e servono a favorire le sue ostilità. Dato che Hamas importa armi per via mare, Israele vuole controllare le merci e accertarsi che non vengano introdotte armi o strumenti di guerra. L’anno scorso sono state fatte entrare in Gaza ca. 738‘000 tonnellate di beni di soccorso. Israele ha proposto di trasportare a Gaza i beni di soccorso della „Mavi Marmara“ passando da Ashdod, ma tale proposta è stata rifiutata. Cinque navi sono state occupate in modo pacifico. La „Mavi Marmara“ è stata scaricata nel porto di Ashdod: trasportava sedie a rotelle, giochi, acqua minerale. Una parte dei medicinali è stata confiscata dal ministero della sanità israeliano perché la data di scadenza era passata. Con i beni di soccorso sono stati riempiti 20 TIR. Non va dimenticato che ogni giorno 100 camion dell’ONU e di altre organizzazioni internazionali trasportano beni di soccorso nella striscia di Gaza. Quindi, gli attivisti per la pace della „Mavi Marmara“ non pensavano primariamente alla situazione umanitaria, ma volevano soprattutto spezzare il blocco navale con uno schermo umano. Sulla „Mavi Marmara“ i soldati israeliani sono stati accolti con violenza, come si vede dal seguente video: http://www.youtube.com/watch?v=gYjkLUcbJWo&tr=y&auid=6420512 In base all’articolo 5 della quarta Convenzione di Ginevra, un civile diventa soldato nel momento in cui dirige un’arma contro un militare. I soldati si sono visti minacciati a morte e hanno reagito di conseguenza. Qui un altro filmato che mostra l’atmosfera che regnava sulla nave prima della partenza verso Gaza: http://www.youtube.com/watch?v=b3L7OV414Kk
31 maggio 2010 Attacco a una colonia estiva dell’ONU a Gaza Domenica scorsa, uomini mascherati hanno attaccato un campo estivo per bambini allestito dall’ONU. Gli aggressori hanno appiccato il fuoco alle tende e hanno danneggiato i servizi sanitari. In una lettera lasciata nel campo, hanno definito immorali le attività che vi si svolgono e hanno minacciato di uccidere alcuni collaboratori dell’ONU nel caso in cui i campi abbiano luogo ugualmente. Due giorni prima dell’attacco, un gruppo di nome “I liberi della patria” ha criticato i campi dell’ONU perché le bambine vi ricevono lezioni di ballo e di sport. I campi estivi dell’ONU sono annualmente oggetto di critica da parte di Hamas e di altri gruppi. L’anno scorso l’UNRWA, l’organizzazione di assistenza ai profughi palestinesi, ha svolto campi estivi in più di 150 località della striscia di Gaza con circa 240'000 bambini. In programma ci sono giochi, attività artistiche, sportive e culturali. Anche Hamas offre dei campi estivi. Secondo i dati israeliani, circa 120'000 bambini vi hanno preso parte. Oltre all’insegnamento religioso, sono in programma anche esercizi da combattimento e l’uso di armi giocattolo. Al Jazeera (inglese) informa criticamente sull’accaduto con immagini del campo estivo: http://www.youtube.com/watch?v=EqoejLKD6EI
21 maggio 2010 Inaugurato nuovo impianto di desalinizzazione Domenica scora a Hadera, sul Mar Mediterraneo, è stato inaugurato il terzo impianto di desalinizzazione in Israele, uno dei maggiori al mondo, che è entrato in funzione nello scorso Gennaio. L’impianto fornisce circa 127 milioni di metri cubi d’acqua l’anno, un po’ più del dieci per cento del fabbisogno del paese. La desalinizzazione dell’acqua di mare è più economica del pompaggio e della distribuzione dell’acqua del lago di Genezaret: ha spiegato la ditta IDE Tecnologies, co-proprietaria dell’impianto. I mezzi finanziari per la costruzione, costata circa 1,6 miliardi di shekel (347 milioni di Euro/490 milioni di CHF), provengono in massima parte da banche europee. L’impianto di desalinizzazione consumerà circa 450 giga watt di elettricità all’anno. Entro il 2012 in Israele dovrebbero essere pronti due altri impianti di questo tipo che, insieme ai tre già esistenti, copriranno circa di due terzi del fabbisogno idrico del Paese.
7 maggio 2010 Messa in discussione la giudicabilità del terrorista Teitel Il 4 maggio, il tribunale distrettuale di Gerusalemme ha rinviato l’udienza contro Jack Teitel per l’eventuale ingiudicabilità dell’imputato. Teitel è accusato di aver ucciso due palestinesi e di aver perpetrato due attacchi dinamitardi ai danni della famiglia messianica Ortiz e del professore di sinistra ebreo Sternhell. Una perizia psichiatrica, che è ora al vaglio del pubblico ministero, lo ha dichiarato ingiudicabile. Di fronte a Ynet, Teitel ha dichiarato: “Non so se sono imputabile. Non riconosco la competenza di questo tribunale e mi sento bene.“
30 aprile 2010 „Intifada bianca“ Un numero sempre maggiore di Palestinesi ripone le sue speranze nella cosiddetta „Intifada bianca“, un movimento di resistenza non violenta, propagata dal Primo Ministro dell’Autorità Palestinese Salam Fayyad. Fayyad ha definito questa capagna non violenta una fonte di autonomia per i Palestinesi che procurerà loro l’appoggio politico per la creazione di uno Stato palestinese. Il movimento organizza cortei settimanali, scioperi e boicottaggi internazionali. Tuttavia, in occasione di queste manifestazioni, ogni tanto si verificano atti di violenza. Fayyad si considera un portatore di speranza e ha intenzione di annunciare la nascita di uno Stato palestinese entro l’Agosto del 2011. Il Presidente Mahmoud Abbas e il partito Fatah devono ancora approvare questo piano.
23 aprile 2010 Statistica sulla popolazione Poco prima del sessantaduesimo anniversario dell’indipendenza, l’Ufficio Centrale di Statistica israeliano ha reso noti gli ultimi dati sulla popolazione del paese. Israele conta 7'587'000 di abitanti di cui il 75,5 per cento è ebreo, il 20,4 per cento arabo e il 4,1 per cento di altra origine. Nel 2009 la popolazione è quindi aumentata del 1,8 per cento. A questo risultato hanno contribuito 159'000 nascite e 16'000 immigrati. 9000 persone hanno ottenuto la cittadinanza. È interessante notare che quasi il 30 per cento degli israeliani è di età inferiore ai 14 anni (nei paesi occidentali la media è del 17%) e che soltanto il 10 per cento della popolazione ha superato i 65 anni (15% nei paesi occidentali). Oggi più del 70 per cento della popolazione ebrea è nata in Israele, nel 1948 era il 35 per cento.
16 aprile 2010 Collaborazionisti fuggono in Israele Negli anni scorsi, circa 6000 palestinesi provenienti dai territori sotto l‘amministrazione palestinese sono fuggiti in Israele con le loro famiglie perche nei loro paesi d’origine sono considerati e perseguiti come collaborazionisti. A molti di loro lo stato d’Israele ha consegnato una pistola per permettergli di difendersi. I fuggiaschi vivono nella paura continua di essere rimandati indietro perché il loro permesso di soggiorno deve essere rinnovato ogni tre mesi. Il loro status non rientra in nessuna categoria precisa, non hanno né un’assicurazione contro le malattie né un permesso di lavoro: è quanto risulta da una relazione del Foro Legale di Israele.
9 aprile 2010 Entrata negata Il 6 aprile, il giornale israeliano Haaretz ha riportato la notizia di tre pellegrini cristiani cui giovedì prima di Pasqua è stato negato il permesso di entrare nel paese all’aeroporto Ben-Gurion. I tre sono cittadini americani, nati in Eritrea ed Etiopia. Sono stati rimandati negli Stati Uniti perché, al momento dell’entrata nel paese, hanno accennato al fatto che conoscono un rifugiato africano cui è stato negato asilo in Israele. Un avvocato interpellato ha spiegato ai rappresentanti del Ministero dell’Interno che questo non è un motivo valido per negare il permesso di entrata e per emettere un divieto d’entrata di dieci anni. La sua obiezione purtroppo non ha avuto effetto. Mesi fa, Haaretz aveva fatto richiesta al Ministero dell’Interno di pubblicare il numero degli stranieri cui era stato negato il permesso di entrata nello scorso anno. Fino a oggi, però, il Ministero non ha risposto. Si presume che il numero in questione sia aumentato notevolmente.
6 aprile 2010 Il messia a Tel Aviv La settimana scorsa nei giornali israeliani sono state stampate varie inserzioni a piena pagina di un sedicente messia di Tel Aviv. L’autore non solo si definisce messia, ma parla in prima persona nel nome di Dio. Egli afferma che il governo di Netanyahu sarà l’ultimo e che la prossima volta sarà lui, il messia, a salire al governo. Afferma inoltre che la guerra di Gog e Magog è imminente e che tutte le nazioni stanno già preparandosi ad attaccare Israele in grande stile. Egli cita numerosi passi biblici, soprattutto quelli dei profeti ebraici. Afferma anche che l’unico modo per sfuggire alla distruzione è di ubbidire a tutte le tradizioni rabbiniche e di credere che lui sia il messia. Matteo 24:24: „…perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.“ Da Revive Israel
29 marzo 2010 Pesach – il segreto dei tre mazzot La sera del 29 marzo, con la celebrazione di Seder inizierà la Pasqua ebraica. Gesù stesso festeggiò la Pasqua: l’ultima cena che egli mangiò con i suoi discepoli era una cena di Seder. Poi Gesù sacrificò la propria vita come Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo (Gv 1:29). Vari cibi consumati durante la festa di Seder ricordano la fuga del popolo d’Israele dalla schiavitù in Egitto. Un osso di agnello ricorda l’agnello immolato, i mazzot o pani azzimi la fuga precipitosa e le erbe amare la dura vita in Egitto. Per molti ebrei resta un mistero perché durante la festa di Seder sulla tavola ci siano tre pani azzimi in una particolare borsa e perché proprio quello centrale venga spezzato, nascosto, ritrovato e poi distribuito fra la gente. Gli ebrei messianici vi riconoscono un chiaro riferimento a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Per essi il mazza spezzato e nascosto si riferisce a Gesù che ha offerto la propria vita, è stato sepolto, è risorto e, in senso figurato, trasmette la sua vita a tutti gli uomini. Nel link della settimana ne troverete un’ampia spiegazione (in inglese).
12 marzo 2010 Palestinesi all’estero: richiesta di sostegno In occasione di una conferenza nelle vicinanze di Betlemme, svoltasi la settimana scorsa, una nuova organizzazione ha lanciato un appello ai palestinesi viventi all’estero, perché aiutino a costituire uno stato palestinese. Ramzi Khoury, il direttore di „Palestine Network“, ha affermato che le esperienze dei palestinesi nella „diaspora“ potrebbe aiutare a creare uno stato democratico palestinese. L’obiettivo dell’organizzazione “Palestine Network” è di motivare i circa dieci milioni di palestinesi sparsi in tutto il mondo, soprattutto i professionisti, gli imprenditori e gli intellettuali, a contribuire con il loro aiuto. Khoury ha informato che il congresso di fondazione ha avuto l’appoggio della Germania e del Belgio.
5 marzo 2010 Altra pioggia Per la prima volta dal luglio 2008, le piogge intense dello scorso finesettimana hanno fatto salire il livello dell’acqua nel lago di Gennezaret sopra la „linea rossa“ dei -213 metri, a -212.95 metri sotto il livello del mare. La linea rossa è stato, per vari anni, il limite sotto il quale non si poteva più pompare acqua dal lago. A causa della forte carenza idrica, l’acqua è scesa di molto sotto tale limite, per cui è stata definita una “linea nera” sotto la quale non si doveva assolutamente scendere. Le piogge intense hanno fatto salire di undici centimetri il livello dell’acqua fra il giovedì e il lunedì. Nonostante ciò, esso continua a essere ancora più di quattro metri sotto il livello ideale di -208,74 m sotto il livello del mare. Nelle zone costiere, il basso livello dell’acqua comporta il rischio che l’acqua salata penetri all’interno e renda imbevibile le riserve idriche di falda. In alcuni luoghi questo è già successo. Le piogge sono state utili anche per il Mar Morto. In febbraio il livello dell’acqua è salito di otto centimetri mentre, negli anni scorsi, non aveva fatto che scendere (nel febbraio del 2009 di circa tre centimetri).
25 febbraio 2010 Petizione contro Yad LeAchim Il 22 febbraio, il Jerusalem Institute of Justice ha inoltrato una petizione contro l’organizzazione Yad LeAchim presso il procuratore generale. Ne riportiamo alcuni stralci: „Come pubblicato dai media, le pubblicazioni dell’organizzazione [Yad LeAchim] svolgono una propaganda aggressiva e sensazionalista contro gli ebrei riformati, il Centro Studi della Kabbala, i membri di minoranze etniche, i Testimoni di Geova, i cristiani protestanti, i gruppi New Age, gli ebrei messianici e altri. … L’organizzazione favorisce l’intolleranza, l’odio e la xenofobia e nega la legittimità di altre opinioni, visioni e convinzioni religiose. … Yad LeAchim è un’organizzazione Haredim (ultra-ortodossa) fondamentalista con interessi antidemocratici. … [In un video] l’organizzazione fa un confronto disgustoso fra le attività dei cristiani e degli ebrei messianici in Israele e le azioni dei nazisti durante l’olocausto: http://www.youtube.com/wathc?v=JalknTM_caM&feature=related. Come si sa, la lingua ha potere sulla vita e sulla morte. Chi confronta le attività degli ebrei messianici in Israele con le azioni dei nazisti durante l’olocausto, non dovrebbe stupirsi se dai suoi ranghi spunta un personaggio come Jack Teitel che attacca chi considera un ‘pericolo’, per eliminarlo. Jack Teitel ha approntato una bomba con cui ha ferito il sedicenne messianico Ami Ortiz.“ Ulteriori dettagli in inglese: http://jij.org.il/articles/JIJ-AG%20Request_ENG_.pdf
18 febbraio 2010 Anche i delitti d’onore sono delitti Nella sua riunione settimanale, il governo palestinese di Ramallah ha deliberato una rettifica del Codice Penale perché in futuro i delitti d’onore siano perseguibili come un qualsiasi altro delitto. I rappresentanti del governo hanno dichiarato di voler “garantire che i principi di uguaglianza e giustizia siano in accordo con la Costituzione palestinese e con la Dichiarazione d’indipendenza e di voler rispettare l’impegno dell’Autorità Palestinese nei confronti delle convenzioni nazionali e dei trattati internazionali.“ Inoltre è stato emesso il divieto di importare nei territori palestinesi i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani.
11 febbraio 2010 Coinvolto Yad LeAchim? Mercoledì il quotidiano israeliano Ha’aretz ha riportato la notizia che Yaakov Teitel, accusato di aver fra l’altro commesso l’attentato dinamitardo ai danni della famiglia Ortiz, era membro attivo di Yad LeAchim. Sembra che Teitel abbia ammesso di aver agito per conto del gruppo antimissionario per cinque anni. Il gruppo ultra-ortodosso è diventato tristemente famoso, negli ultimi anni, per le sue azioni contro gli ebrei messianici, che definisce una setta che vuole convertire ebrei al cristianesimo. Sul suo video si afferma che gli ebrei battezzati sono responsabili della sofferenza del popolo ebraico (ebraico: http://video.google.com/videoplay?docid=2030188154671441105&q). Dopo il suo arresto, Teitel ha definito la famiglia del pastor Ortiz dei „missionari che vogliono accalappiare ebrei deboli“. Durante l’interrogatorio ha ammesso di aver partecipato a più di un’“azione di salvataggio” per conto di Yad LeAchim, allo scopo di liberare donne ebree che vivono con uomini arabi. Yad LeAchim smentisce che Teitel sia stato coinvolto nella sua organizzazione.
4 febbraio 2010 Lago di Genezareth Per quanto riguarda la pioggia, il mese di gennaio di quest’anno è stato un mese benedetto in Israele. Dopo uno sciopero di quasi due mesi, alla fine di gennaio l’autorità israeliana per l’approvvigionamento idrico ha pubblicato, per la prima volta dal 3 dicembre 2009, il livello dell’acqua del lago di Genezareth. In questo periodo esso è salito di 87 centimetri. Oggi esso si trova a –213,40 metri sotto il livello del mare mentre il livello ideale sarebbe di –208,74. Ogni centimetro corrisponde a 1,7 milioni di metri cubi d’acqua.
29 gennaio 2010 Bambini bisognosi La miseria nelle famiglie povere in Israele è grande. Il 63 per cento delle famiglie bisognose non è stato in grado di acquistare dei medicinali di cui aveva bisogno per mancanza di mezzi. Il 63 per cento non può fornire ai propri figli un cibo equilibrato. I bambini soffrono della povertà anche perché il 75 per cento di queste famiglie non può permettersi cure odontoiatriche. Il 6 per cento dei bambini bisognosi ruba generi alimentari perché ha fame. Una famiglia bisognosa su otto afferma di avere almeno un figlio caratteriale e violento. A scuola la povertà provoca isolamento sociale e rifiuto.
25 gennaio 2010 Fatwa contro la costruzione dei tunnel Su richiesta del governo Fatah dei territori dell’Autonomia palestinese, lo sceicco Mohammed Bin Salman Abu Jamea, un capo spirituale musulmano, ha pubblicato una fatwa contro la costruzione di tunnel. Il decreto religioso vieta di costruire dei tunnel sotto la linea di confine fra la striscia di Gaza e l’Egitto, attraverso i quali avviene il contrabbando di armi, terroristi e droga. Il motivo principale all’origine di questa decisione sembra essere la pericolosità dei tunnel: a oggi più di 300 palestinesi vi sono morti. Una fatwa però non è legge e il suo raggio d’influsso dipende dall’autorità personale del suo autore. Ciò significa che il parere giuridico rappresentato dalla fatwa è vincolante soltanto per quei musulmani che riconoscono tale autorità.
15 gennaio 2010 Risparmio d’acqua La grande campagna di sensibilizzazione per un uso oculato delle risorse idriche in Israele sembra aver avuto successo. Il consumo d’acqua si è ridotto del 9 per cento nel 2009. Per salvaguardare il Lago di Genezareth, è stata pompata una quantità ridotta di acqua. In compenso sono stati scavati dei pozzi nuovi e purificati o ristrutturati dei pozzi vecchi. Nei pressi di Gerusalemme, per esempio, un pozzo fornisce 45 milioni di m3 d’acqua in più rispetto a prima delle riparazioni. In Giordania e in Siria alcune organizzazioni stanno compiendo delle ricerche per scoprire perché il fiume Jarmuk è sempre più inquinato e porta sempre meno acqua. Lo Jarmuk è un importante affluente del Giordano che a sua volta si immette nel Lago di Genezareth.
8 gennaio 2010 Bambini in Israele La relazione sulla situazione dei bambini in Israele dimostra che nell’anno 2009 il 34 per cento dei bambini era vittima della povertà. Nell’anno 1980 era stato soltanto l’8 per cento. Una ricerca del Consiglio nazionale israeliano per l’infanzia indica che il numero degli atti di violenza contro i bambini fra il 2005 e il 2008 è aumentato da 26 a 212. Contemporaneamente, l’anno scorso si è registrato un raddoppiamento del coinvolgimento di minorenni in crimini. Alla fine del 2009 in Israele vivevano 145'855 bambini privi di cittadinanza, il 17 per cento in più rispetto al 2001. Circa il 74 per cento di questi bambini senza diritti civili sono cittadini di Gerusalemme Est. Gli altri sono figli di immigrati, rifugiati o figli di matrimoni misti fra palestinesi e arabi israeliani. In questi dati non sono considerati i numeri che si riferiscono ai figli di lavoratori clandestini.
18 dicembre 2009 Studio biblico: materia poco apprezzata Il 14 dicembre, il giornale israeliano Ha’aretz ha pubblicato un articolo sul rapporto degli alunni israeliani con l’insegnamento della Bibbia. Altre indagini svolte in passato avevano rivelato che gli studenti delle scuole superiori hanno un atteggiamento negativo nei confronti di questa materia. Un nuovo sondaggio si è ora concentrato sugli alunni di quarta, quinta e sesta elementare. Sono stati interrogati 450 bambini in sei scuole secolari ebraiche: essi hanno dimostrato un atteggiamento moderatamente positivo nei confronti dello studio biblico. La maggior parte non considera noiosa la materia e pensa che faccia parte della cultura generale per cui sia importante per la nazione. Si è anche visto che le storie bibliche attraggono i bambini ma che essi ne apprezzano poco il linguaggio. L’antica lingua, in cui è redatto l’Antico Testamento, viene vista come la causa principale dell’atteggiamento tanto negativo degli alunni più grandi nei confronti della Bibbia. Se non si capisce bene la lingua, è difficile seguire le storie. Perciò la casa editrice messianica HaGefen sta lavorando alla pubblicazione di una Bibbia per giovani in un linguaggio più semplice.
11 dicembre 2009 Hanukkah Questa sera, 11 dicembre, inizia la festa di Hanukkah che ricorda l’oppressione degli Ebrei sotto Antioco IV nel II sec. a.C. Un’efficace rivolta, sotto la guida di Giuda Maccabeo, ebbe come effetto che il giorno 25 Kislew 164 a.C. il tempio purificato poté essere nuovamente inaugurato con una festa. La festa durò otto giorni (2 Macc. 10:1-8) e il suo culmine fu l’accensione del lampadario d’oro a sette braccia nel tempio. Secondo il racconto del Talmud, in occasione della purificazione del tempio si trovò un vaso d’olio che non era stato toccato dai gentili e quindi era rimasto puro. Invece di ardere per un solo giorno, come prevedibile, l’olio bruciò nella lampada per otto giorni, finché non fu pronto dell’olio nuovo, preparato secondo le disposizioni della legge. Come segno di questo miracolo, la lampada di Hanukkah ha otto braccia (più un lume ausiliario per accendere gli altri). A Hanukkah, gli ebrei messianici si ricordano che il Messia è la vera luce (Gv 1:9). In molte comunità, il Sabato si celebra una festa a cui si invitano anche molti ospiti. Preghiamo che molte persone possano ascoltare il messaggio che Jeshua è il Messia e la luce del mondo.
L’Egitto costruisce una barriera di ferro al confine con Gaza Sembra che l’Egitto voglia procedere con maggiore determinazione contro il mercato nero che si svolge attraverso le gallerie che portano alla striscia di Gaza. È stata, infatti, iniziata la costruzione di un muro, lungo 10 chilometri e profondo fino a 30 metri. Con esso si vuole impedire il fiorente contrabbando di armi e droga, ma anche di prodotti alimentari, medicinali e carburante. Quasi ogni settimana la polizia di frontiera egizia ha scoperto e distrutto delle gallerie sotterranee. In tali occasioni, numerosi palestinesi, che ancora si trovavano nel tunnel durante la distruzione, hanno perso la vita. Secondo le notizie dei media, gli Hamas approfittano del mercato nero intascando tasse sulla merce contrabbandata.
7 dicembre 2009 Stop alla costruzione delle colonie Lo stop di dieci mesi alla costruzione delle colonie in Cisgiordania, deciso dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu, sta sollevando un gran polverone fra i cittadini israeliani. Numerosi coloni hanno annunciato che non si atterranno al divieto. Dato che il settore delle costruzioni in Giudea e in Samaria è un importante datore di lavoro, lo stop alle costruzioni avrà un effetto negativo sull’andamento del settore e sul lavoro di numerosi operai, di cui molti sono palestinesi. Così potrebbe succedere che questa misura, che sarebbe volta a favorire il processo di pace, finisca per provocare un aumento della disoccupazione e della povertà nella popolazione palestinese. Questo, però, è fin da ora un grave problema sulla via di una soluzione pacifica al conflitto in Medio Oriente.
20 novembre 2009 Sicurezza e corruzione Due ricerche sullo stato della popolazione in Israele hanno portato a interessanti risultati. Alla domanda che cosa li preoccupa maggiormente, gli intervistati hanno risposto: incremento della violenza (81%), impossibilità di invecchiare dignitosamente (62%), dipendenza economica da altri (60%). Il 68 per cento degli intervistati considera Israele il miglior paese dove vivere, questo è un dieci per cento in meno rispetto al 2008. Il 53 per cento crede che, in caso di minaccia, lo stato li proteggerà insieme alle loro famiglie. La seconda ricerca verteva sulla corruzione. Il 73 per cento degli intervistati ha affermato che è meno fiero di essere israeliano a causa della misura intollerabile di corruzione fra gli impiegati statali di alto livello e i personaggi politici. Il 67 per cento degli intervistati è del parere che la corruzione in Israele abbia raggiunto un livello alto o molto alto. Il 29 per cento crede che la polizia sia corrotta, il 61 per cento che i partiti politici siano gestiti in modo scorretto.
13 novembre 2009 Discriminazione di arabi, ultra-ortodossi e etiopi Martedì, il Ministro delle Finanze israeliano, Yuval Steinitz, ha dichiarato che uno dei massimi ostacoli alla crescita economica in Israele è la scarsa integrazione delle minoranze nel mercato del lavoro. In precedenza era stata pubblicata una ricerca da cui risulta che la maggior parte dei datori di lavoro israeliani discriminano le minoranze quando assumono dei dipendenti. Nel settore bancario, dei media e della pubblicità, come anche nei servizi pubblici, l’83 per cento dei datori di lavoro non vuole assumere arabi israeliani, il 58 per cento non desidera degli ultra-ortodossi e il 53 per cento degli etiopi. Quando si tratta di promuovere un lavoratore, la discriminazione è ancora più evidente. La ragione sarebbero le differenze culturali.
9 novembre 2009 Piogge intense – una goccia su un suolo asciutto Le intense piogge cadute in Israele da giovedì scorso hanno provocato, oltre a diverse inondazioni, anche un aumento di sette centimetri del livello del lago di Gennesaret. Dato che al livello ideale mancano ancora 5,53 m, è necessaria una quantità di piogge molto maggiore. Hilel Glasman, dell’ufficio di protezione della natura e dei parchi in Israele, ha dichiarato che l’aumento attuale è dovuto esclusivamente alla pioggia caduta direttamente sul lago. I vari corsi d’acqua che si immettono nel lago non hanno registrato un sensibile aumento dell’affluenza d’acqua perché il suolo è ancora troppo secco a causa della lunga siccità passata. L’acqua piovana non riesce quindi ancora a raggiungere il livello della falda perché viene assorbita dal terreno.
Rachel Netanel di Gerusalemme
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